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Voce dal mio caro Visconti

 

ViscontiNon sono un dittatore, eppure potrei essere accusato di questo perché mi obbedisce. Ecco, sono pronto, le mie riserve sono piene, andiamo, saltiamo sulla pista bianca e scendiamo lasciando una bella scia. Perché sceglie sempre me? Il mio colore? La mia forma? Forse la mia rotondità. No! Lei sa che so tutto di lei, lei sa che oso tutto. Appena mi tocca il suo spirito mi appartiene. Che cos’ha che non va? E’ nervosa ora. Funziona! Adoro spaventarlo. Rimane bloccata, mi ordina di correre, ma io faccio quello che voglio, sono io al comando. Non sono come il bastone del pellegrino, non è su di me che ci si può appoggiare, dico solo quando ne ho voglia. Il mio nome appartiene alla nobiltà… Io semino la gioia quando voglio, specialmente quando lei non ci crede più.

LOC.VI

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