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La torre del signor Eiffel

Una passeggiata a Parigi vi fornirà lezioni di storia, bellezza e visione della vita.
Thomas Jefferson

Mio fratello mi aveva chiesto di salutare la Tour Eiffel da parte sua, allora mi sono messa in cammino. Les Invalides, Petit Palais (dove mi fermo ancora una volta), Grand Palais, Quai d’Orsay lungo la Senna… e arrivo ad un altro fiume : i turisti. Il bello a Parigi è che c’è sempre una panchina dove riposare, ammirare o prendere il suo tempo. C’è un grande cantiere attorno alla Tour Eiffel. Se ho capito bene, stanno installando un muro di vetro per la sicurezza.
Vedendo la massa di turisti, mi viene voglia di ricordare la lettera di protesta (14.2.1887) firmata dagli scrittori Guy de Maupassant e Alexandre Dumas (figlio) con decine di altri nomi importanti. Volevano fermare la costruzione della Tour Eiffel. Si leggeva:

« Noi scrittori, pittori, scultori e architetti, a nome del buon gusto e di questa minaccia alla storia francese, veniamo a esprimere la nostra profonda indignazione perché nel cuore della nostra capitale si debba innalzare questa superflua e mostruosa Torre Eiffel, che lo spirito ironico dell’anima popolare, ispirata da un sano buon senso e da un principio di giustizia, ha già battezzato la torre di Babele. La città di Parigi si assocerà veramente alle esaltate affaristiche fantasticherie di una costruzione meccanica – o di un costruttore – disonorandosi e degradandosi per sempre? […] La Torre Eiffel, che neppure l’America, con la sua anima commerciale, ha l’audacia di immaginare, senz’alcun dubbio è il disonore di Parigi. Tutti lo sentono, tutti lo dicono, tutti ne sono profondamente rattristati, e noi non siamo che la debole eco di un’opinione pubblica profondamente e giustamente costernata. Quando gli stranieri visiteranno la nostra Esposizione protesteranno energicamente: « È dunque questo l’orrore che hanno creato i francesi per darci un’idea del loro gusto tanto magnificato? ». […] E per i prossimi vent’anni vedremo stagliarsi sulla città, ancora vibrante dell’ingegno dei secoli passati, vedremo stagliarsi come una macchia d’inchiostro l’odiosa ombra dell’odiosa colonna di metallo imbullonato »

https://www.youtube.com/watch?v=88Y7in-04Ng

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La scrittura è architettura

Essere parigino non vuol dire esserci nato ma esserci rinato.
Sacha Guitry

Il posto dove mi sento particolarmente bene a Parigi è la zona della cattedrale Notre Dame. È un vero personaggio della città. Mi piace immaginare Victor Hugo lì, mentre pensa a Quasimodo e Esmeralda, o che prepara l’architettura del suo romanzo su questo luogo sacro. Dall’altra parte della Senna, c’è lo Square René Viviani, dove mi fermo volentieri per scrivere, leggere o ammirare la grande Signora. In questo piccolo parco, c’è l’albero più vecchio di Parigi, una robinia pseudoacacia, piantata nel 1601 da Jean Robin.

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L’illusione del lavoro

Da quando ho iniziato questo blog, è la prima settimana che faccio fatica a trovare documentazione positiva sul soggetto. Certo, sarebbe stato più facile scegliere il tema delle vacanze, o il calcio… La disoccupazione non è un tema che fa ricetta per l’industria del divertimento. Finche se ne esca, è meglio tacere e non farsi vedere, sperando che un giorno si potrà raccontare come ha fatto a tornare alla vita attiva. Ho conosciuto un uomo a Parigi, un ex dirigente di una grande azienda, senza lavoro da tre anni. Anche per andare al cinema, portava sempre con sé la sua valigetta ed era vestito come se fosse appena uscito da una riunione di lavoro. Si rassicurava con l’immagine che dava nella società.

https://www.youtube.com/watch?v=1uNDz6ifkFI

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La disoccupazione

Il 6 giugno, c’era un articolo sul 20 minuti « I disoccupati bocciano gli URC ».
https://www.tio.ch/ticino/attualita/1263171/i-disoccupati-bocciano-i-collocatori
Non mi ha fatto sorridere. La disoccupazione non fa sorridere nessuno, se ne parla soltanto con delle statistiche, così si evita di parlare della vergogna… È vero, sono pochi quelli soddisfatti del lavoro degli uffici regionali di collocamento. Il peggio è che non si può dire niente per non rischiare di avere delle sanzioni. Sono quasi due anni che ci devo andare: non mi hanno mai proposto un corso, non mi sono mai sentita ascoltata, la qualità delle informazioni ricevute non è sempre stata corretta, pero mi sono sempre sentita controllata, dovendo mandare 3 ricerche di lavoro alla settimana. Fino a oggi, ne ho mandato 257, ho avuto 3 colloqui di lavoro, 2 volte mi hanno lasciato sperare che avrei avuto il posto, per finire con una risposta negativa. Dato che non mi arrendo mai, ho cercato una soluzione da sola, ho sviluppato questo progetto di atelier di scrittura seguendo la mia passione, ho cercato di non perdere la speranza. Adesso che avrei bisogno di consigli per riuscire a sviluppare la mia idea e acquisire partecipanti, ieri, mi hanno fatto capire che se non ho iscritti per i miei atelier, il progetto sarà respinto per la seconda volta. Invece di un aiuto, quello che riceverò sarà una sanzione.
Mi dispiace, avrei voluto trovare una canzone o un film che parla di disoccupazione con umorismo per alleggerire la situazione, ma non ne trovo…

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Oriana Fallaci

Io non scrivo per divertimento o per soldi. Scrivo per dovere.

Oriana Fallaci

Non è semplice parlare di Oriana Fallaci, soprattutto a causa delle sue posizioni alla fine della sua vita. Prima del 2001, quello che m’impressiona di più di lei è il coraggio con il quale si è introdotta nel mondo virile del giornalismo e la passione che metteva nell’atto di scrivere.

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Susanna Tamaro

Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.

Susanna Tamaro

Perché si scrive? Per Susana Tamaro la scrittura è veramente importante, permette all’uomo di entrare in contatto con la sua anima, lo vede come una luce puntata all’interno dell’uomo. Oggi che riceviamo continuamente sollecitazioni esterne (visivi o sonori), per lei la letteratura ha un compito importante: quello di riportare l’uomo al centro di se stesso. Consiglia a tutti di scrivere, perché scrivere fa bene all’anima.